Facebook e complotti

L’ altra sera leggevo i commenti di un amico e conoscente su Facebook, che si lamentava della censura sul social network riguardo ad alcuni link e commenti, oppure di come sarebbe in atto un controllo da parte di Governi e Forze dell’ ordine per monitorare i nostri comportamenti e via dicendo; nonostante la mia stima per lui e rispetto per le opinioni altrui, direi con tutta franchezza che queste sono tutte puttanate, ma vediamo perchè.

Intanto bisogna dire che il recente servizio di Report su Raitre riguardo a Facebook, ma anche a Google e molti altri argomenti (un bel minestrone insomma), ha sicuramente alimentato discussioni, dubbi e timori, per molti aspetti infondati in quanto frutto di un quadro sbagliato della situazione.

Facebook è sicuramente l’ invenzione del secolo, sotto molti punti di vista, un social network che sta cambiando radicalmente l’ approccio con il web, il modo di operare, il marketing, le relazioni. Una vera è propria nazione, come detto da qualcuno, che con i suoi oltre 500 milioni di utenti, muove una marea di informazioni, buone o cattive che siano.

Il vero problema di Facebook è l’ utilizzo sbagliato o superficiale che se ne fa, frutto, ancora una volta, di una cattiva informazione e una scarsa conoscenza dei mezzi; anche io conosco persone che non sanno la differenza tra Facebook, un sito o il web in generale. Allora bisogna spiegare, come ho fatto io anche brevemente e in parole semplici, che Facebook è semplicemente un sito a parte, una sorta di contenitore di persone, profili, informazioni di tutti i tipi; uno stato virtuale possiamo dire, dove pero’ nessuno ci obbliga ad entrare, perchè tutto il resto c’è anche fuori da Facebook.

E’ proprio questo il punto: chi si iscrive a Facebook deve capire innanzitutto che non è a casa sua e puo’  fare sempre cio’ che vuole. E’ come se per esempio io permettessi sui miei siti di postare commenti o spam di ogni genere..e con quale permesso? Ci vuole anche un certo controllo e moderazione, altrimenti diventa tutto spazzatura.  Chi si lamenta poi, ingiustamente della privacy, dovrebbe innanzitutto leggere le condizioni d’ uso e le regole, che possono essere condivisibili o meno, ma in ogni caso vanno accettate quando si fa parte dei giochi.

Ho avuto a che fare con logorroici che mi chiedevano in continuazione cose del tipo come fare a nascondere questa foto, come rendere privato questo o quello, come vedere chi mi visita, come fare questo o quello, non voglio che mi vedano, eccetera, eccetera, eccetera. Alla fine bisogna anche mandarli a quel paese, invitandoli a leggere le abbastanza chiare regole e istruzioni, o ancora meglio sconsigliandoli di iscriversi a Facebook, inserendo foto e informazioni se si ha qualcosa da nascondere, o no?

Per quanto riguarda  i presunti complotti tra Governi e Zuckeberg, direi che queste affermazioni lasciano il tempo che trovano. E’ altrettanto vero che Facebook è in possesso de nostri dati. E’ altrettanto vero che le Forze dell’ Ordine utilizzano il social network per fare ricerche su persone sospette, ma per certi versi questo è possibile da parte di tutti: non mi dite che non avete mai inserito un indirizzo email per sapere chi c’è dietro e se è iscritto a Facebook! Oppure che non avete curiosato tra i vostri amici e amici degli amici, o su profili sconosciuti. Poi c’è la questione dell’ utilizzo dei nostri profili a scopi pubblicitari..e dov’è la novità? Per decenni la televisione ci ha bombardato con spot di tutti i tipi, e ora che abbiamo la possibilità di vedere solo cio’ al quale siamo interessati, ci lamentiamo?

Censura su Facebook

Riguardo invece alla censura, anche qui si esagera e di molto. E’ vero che in alcuni casi molti argomenti scompaiono nel nulla, ma bisogna anche comprendere che spesso i contenuti si perdono nello streaming, oppure, e questo succede spesso, ci sono malfunzionamenti sul sito. Poi c’è la questione del ban del profilo, che spesso e volentieri è dovuta ad una segnalazione da parte di qualcuno, magari per contenuti offensivi ma anche per motivi infondati, e purtroppo succede. Esistono probabilmente i filtri per determinate parole; ricordo per esempio su ebay qualche anno fa, che inserendo il nome di una marca famosa o brand protetto nel titolo di un annuncio di vendita e pubblicandolo, l’inserzione svaniva nel nulla, introvabile! Quindi mi sembra chiaro come puo’ essere visto il rovescio della medaglia, ma da qui a gridare al complotto internazionale….

Quindi, cari amici, se proprio avete problemi con la privacy, cancellatevi o non iscrivetevi  affatto su Facebook (pero’ non rompete). Se poi avete problemi con i vostri contenuti o link che spariscono, o parole che non si possono dire (perchè ricordate che non siete a casa vostra), fate come me che ho aperto questo blog, dove posso tranquillamente scrivere che tutte queste sono puttanate e stronzate megagalattiche,  senza il rischio che qualcuno mi censuri i termini.

Son stato spiegato? 🙂

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Daniel Parretta

Webmaster at MULTIMEDIA WEB SERVICE
Blogger, webmaster, webwriter, scrittore, artista polivalente,debunker e freelance. Mi considero innanzitutto una persona libera che esprime le proprie opinioni e idee senza preconcetti e condizionamenti. Mi occupo di tecnologia, internet e nuove comunicazioni, ma viaggio in continuazione dal mondo fisico e materiale a quello spirituale ed energetico puro, in perfetto equilibrio.
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