randagi

Gira su Facebook un post che contiene due foto, di cui la prima raffigura un parroco peruviano e la seconda mostra una decina di cani morti presumibilmente per avvelenamento. La didascalia della foto accusa il prete di aver avvelenato i cani raffigurati nella seconda foto. La fonte dell’informazione è un profilo di Facebook.

Entrambe le foto sono autentiche, ma le affermazioni della didascalia sono completamente false.

Il religioso raffigurato nella foto di sinistra è il parroco della chiesa “Templo parroquial de Cristo rey” ubicata nella citta di Arequipa che si trova nella parte sud del Perù. Mollendo, invece, si trova sulla costa a circa 100 km da Arequipa ed è proprio la città dove il prete è stato il parroco della chiesa “Inmaculada Concepción” dal 2011 al 2014 come lui stesso afferma sul suo profilo Facebook.

La foto raccapricciante che mostra i cani morti, proviene, invece, da San Antonio, un distretto della regione di Cañete, a circa 70 km a sud della capitale Lima. Un video mostra chiaramente gli stessi cani della foto.

È un po’ difficile pensare che una persona faccia un viaggio lungo e costoso solo per avvelenare dei cani randagi. Si occuperebbe probabilmente dei cani che gironzolano nel quartiere dove vive. Da Mollendo o da Arequipa fino a San Antonio sono più di 700 km, quindi sarebbe come pensare che una persona si metta in viaggio da Milano a Napoli per avvelenare dei cani che non lo disturbano direttamente.

La fonte citata è un profilo Facebook di una persona che condivide compulsivamente post di supporto agli animali e al veganismo. Non si trova traccia consultando rapidamente il profilo, del post di cui stiamo parlando.

Al di là delle supposizioni, sembra che il post sia una cattiva interpretazione del post originale pubblicato circa tre giorni prima nel profilo di Wilder Herrera. In questo caso, il post raffigura le stesse foto ma la didascalia afferma che il prete ha approvato l’avvelenamento di quei cani randagi come misura di contenimento. Non si afferma, infatti, che è stato l’esecutore materiale dell’eccidio.

Per molte persone, le presunte dichiarazioni del prete possono sembrare discutibili. Non è sicuramente una buona soluzione avvelenare i cani randagi per contenere il fenomeno. I cani randagi, soprattutto se si muovono in branco, possono essere pericolosi per le persone che vivono nei dintorni, tuttavia una campagna di sterilizzazione è senz’altro una pratica più umana di contenimento. Inoltre, spargere esche avvelenate può essere un potenziale pericolo per altre specie animali che non costituiscono una minaccia per i residenti.

Ho provato a contattare sia la parrocchia del Cristo Rey che Wilder Herrera per verificare l’autenticità delle dichiarazioni, ma non ho ancora ricevuto risposta. Possiamo anche considerare vere le dichiarazioni, tuttavia, non è corretto, in ogni caso, attribuire al prete la paternità dell’eccidio. Il post di Free Animals ha scatenato commenti di persone con scarso raziocinio. Qui ne riportiamo alcuni:

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La diffusione di questi post fasulli, che mostrano chiaramente una foto, non fa altro che esporre le persone raffigurate a insulti e minacce, oltre a rovinare la loro reputazione. Può potenzialmente mettere a repentaglio la sicurezza dei malcapitati, perché sicuramente esistono persone che non si fermano ai commenti.

Il post è dunque una bufala e pertanto NON deve essere assolutamente inoltrato.

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