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Ed ecco un’altra meraviglia ben poco “umana” di questa meravigliosa pagina, piena di empatia, fratellanza. Parrebbe amministrata da un emule di John Lennon, e invece!

Sarcasmo a parte leggere i commenti a questo post è stato un tuffo nella misantropia, con un forte desiderio di estinzione. SIAMO DAVVERO ARRIVATI A TANTO?
Innanzitutto lo sfruttamento di vite umane che si evince dal reportage del The Guardian, da cui il video è stato opportunamente e strumentalmente estratto. Qui la traduzione italiana dei sottotitoli in inglese:

Didascalia fuori video: Ospitare un rifugiato frutta al proprietario dello stabile 35 euro al giorno dallo stato, ma i richiedenti asilo comunicano di essere stati lasciati senza gas, acqua e cibo.

Rifugiato: qui viviamo come se fossimo in prigione, siamo obbligati a vivere aspettando. La situazione qui a Napoli … ci sono molti problemi. Ci sentiamo abbandonati perché il rifugiante si sta approfittando di noi. Ci siamo accorti che non è un problema di tempo o di attesa, è un problema di profitto, perché finché siamo qui loro traggono profitto da noi

Didascalia: a Napoli ci sono 4000 persone nei rifugi, questo proprietario di rifugio guadagna 35 euro al giorno per ogni ospite

Rifugiato: il problema è che a volte non c’è elettricità, non c’è sapone e nessun tipo di assistenza. Quando siamo arrivati pensavamo di essere in buone mani, le persone che hanno avuto cura di noi avevano tutto ciò di cui avevamo bisogno.
Il proprietario del rifugio è intoccabile e irrintracciabile, prima di raggiungerlo devi
parlare sempre con qualcun altro. La polizia agisce da filtro e tu devi dire a loro tutto, ma la polizia aiuta anche a ritardare la soluzione. È un sistema ben organizzato.
Quindi è arrivato il problema dell’acqua, ed è un disastro, perché non c’è acqua in alcun
appartamento.

Polizia: qual è il problema
Rifugiato: il prblema è che siamo da 5 giorni senza acqua
Polizia: e non è venuto nessuno? Mi hanno assicurato che qualcuno avrebbe portato l’acqua
rifugiato: ma non ce n’è

Rifugiato: Non abbiamo mai fatto questo tipo di proteste, abbiamo sempre sperato che la polizia si assicurasse che il proprietario si prendesse cura di noi. Ma se non avessimo fatto questa protesta non avremmo mai avuto l’acqua.

Didascalia: A Napoli ci sono 46 rifugi per immigrati.
Il proprietario dell’edificio Lessena possiede più di 20 rifugi.
L’immigrazione è un affare da circa 30 milioni di Euro all’anno.

Rifugiato: sto aspettando da un anno per il “refugee commission”, non so come andrà a finire. Ho l’ambizione di stabilizzarmi, ma non sono ancora sistemato, sono bloccato.

Didascalia: Il proprietario dell’edificio Lessena si è rifiutato di commentare in risposta a questo  video

Quindi il problema qui è che il video condiviso da Catena umana manca di ogni spiegazione.