sunkinderQualche tempo fa il tabloid inglese “The Sun” ha pubblicato “un’inchiesta” , probabilmente farlocca, dichiarando che le sorpresine degli ovetti Kinder (Ferrero) erano prodotte attraverso lo sfruttamento minorile ed in condizioni igieniche dubbie. Le foto che corredano l’articolo mostrano una famiglia in cui una madre e i pargoletti sono in posa dietro ad un tavolino su cui campeggiano alcune grandi ciotole piene di pezzi di plastica da assemblare e quei contenitori gialli in cui le sorpresine assemblate saranno inserite  per essere incluse nei famosi ovetti di cioccolato al latte.
Basta un’occhiata, anche inesperta, per rendersi conto che un bambino schiavizzato e costretto a lavorare per molte ore sulle sorpresine con cui giocheranno altri bimbi più fortunati, non sorriderebbe alzando i pezzi da assemblare come fossero trofei.
Cercando in rete scopriamo che le “sorpresine” di cui si racconta sono confezionate da Prolegis, azienda rumena subappaltatrice di Romexa, fornitrice ufficiale di Ferrero ( il fatto che non vi sia una commissione diretta non assolve Ferrero, ma ne riduce di fatto le responsabilità). Inoltre ci imbattiamo in una intervista alla famiglia riportata su  un quotidiano rumeno in lingua inglese , la stessa ritratta nelle foto del “The Sun”, che in questo nuovo articolo smentisce di utilizzare i figli per il confezionamento delle “sorpresine” a cui invece pare si dedichino entrambi i genitori da quando il marito ha perso il lavoro: vi si afferma  che sia stato il giornalista del “The Sun” a voler coinvolgere i bambini e ad indicare in che pose ritrarli.

Timea Jurj claims the journalists told her they want to promote the Kinder Eggs and want to find out how they are produced and she fell into their trap. “Nothing is true. It was a frame-up, they told the children to stay in certain positions, they were told to have a photo together with me. You can see in the picture the children are smiling. In no way they worked on the Kinder Eggs or in no way I exploited them. They told me they want to promote the Kinder Eggs, as they are expensive in England and want to find out how they are produced from the beginning to the very end. I fell into their trap.”
Timea Juri sostiene che il giornalista le abbia detto di voler promuovere gli ovatti Kinder e di voler scoprire come si facevano e che così lei è caduta in trappola. “Non è vero nulla. Era una inquadratura, hanno chiesto ai bambini di mettersi in posa, hanno detto loro di volerli in  una foto insieme a me. Come vedete nelle immagini sorridono. Non hanno lavorato con gli ovatti Kinder né in nessun modo li ho sfruttati. Mi hanno detto di voler promuovere gli ovetti Kinder perché sono costosi in Inghilterra e quindi di voler scoprire come vengono prodotti dall’inizio alla fine.”

A questo punto abbiamo provveduto a chiedere a Ferrero la riproduzione di un contratto standard per comprendere in che modo sia legato ai fornitori, oppure i risultati che un ente certificatore (conoscenze lavorative ci permettono di sapere cosa verificare) abbia rilasciato ad indicare che tutto si svolga a norma.
Purtroppo abbiamo ricevuto solo una mail dall’azienda, qui sotto riportata.

mailkinder
Nella stessa si fa riferimento al codice etico di Ferrero che non permette lo sfruttamento minorile e conferma inoltre che per quanto riguarda le condizioni igieniche in cui sono stati prodotte le “sorpresine”, vigono controlli interni di non contaminazione ogni due ore.
Avremmo voluto presentarvi qualche documento in più, ma possiamo soltanto rinviarvi alle pagine del sito corporale dell’azienda dedicate alla responsabilità sociale. Come consumatori ci sentiamo al sicuro, come debunker avremmo preferito maggiore considerazione e una risposta più esaustiva da parte di una importante azienda italiana.