bacha-baazidisinf

Circola in rete l’immagine di un ragazzino mediorientale truccato in braccio ad un militare (non si conosce la situazione contingente relativa all’immagine),  accompagnata da un testo fuorviante che recita così:

“Questo ragazzino è un “bacha-baazi”. I mussulmani Pashtun li vestono come bambine per sodomizzarli. Un detto popolare afghano dice che le donne sono per i figli. I ragazzini per il piacere.
Alcune culture trattano i bambini come oggetti sessuali. Io penso che non sia una buona idea quella di importare tra di noi centinaia di migliaia di persone con queste culture. Se per queste idee qualcuno mi addita come razzista, ebbene, ne sono orgoglioso.”

Come spesso succede la disinformazione prende fatti veri, anche se sconnessi tra loro, li connette in un’unica informazione, li condisce di inesattezze e ne dà un giudizio sommario.
Il solo modo per affrontare questo coacervo di affermazioni è scomporlo in singole considerazioni.

Questo ragazzino è un “bacha-bazi”

Il problema dei bacha-bazi è un problema reale e noto in Afghanistan. Qui trovate la voce di wikipedia che ne parla. Si tratta di una pratica contraria tanto alla legge statale afghana, quanto alla legge coranica. Come in tutte le zone povere del mondo (e l’Afghanistan è tra esse una delle più povere), però, chi ha potere economico ha anche la possibilità di aggirare le leggi a proprio piacimento.

“I mussulmani Pashtun”

I Pashtun non sono un gruppo religioso, ma un gruppo etnico. Sono per la quasi totalità islamici ma la loro origine e denominazione è etnica e linguistica. Sono all’incirca 40 milioni e popolano prevalentemente il Pakistan occidentale e l’Afghanistan orientale. (qui wikipedia). Dire “I mussulmani Pashtun” ha lo stesso senso che dire “I cattolici sudeuropei”: non vuol dire nulla.

“Un detto popolare afghano dice che le donne sono per i figli. I ragazzini per il piacere.”

La sola evidenza che abbiamo trovato di questo detto rimbalza tra siti inglesi ed americani, in inglese, ma non viene mai documentata da una prova; viene solo affermata, anche se da fonti talvolta rinomate e generalmente affidabili come l’Huffington Post.

“Alcune culture trattano i bambini come oggetti sessuali.”

“Alcune culture” è un’espressione tendenziosa. Purtroppo la compravendita di minori a scopo sessuale è diffusa in tutti i paesi, poveri e NON, retaggio di una certa mentalità.
Se vogliamo portare il più triste degli esempi, ragioniamo sul fatto che, nonostante LA NOSTRA cultura condanni socialmente la pedofilia e a maggior ragione la prostituzione minorile, siamo al vertice delle classifiche riguardanti il turismo sessuale, spesso associato allo sfruttamento sessuale di minori come riporta un’inchiesta di ECPAT Italia (End Child Prostitution in Asian Tourism), che documenta anche che la prostituzione minorile è un problema grave in Italia.

“Io penso che non sia una buona idea quella di importare tra di noi centinaia di migliaia di persone con queste culture. Se per queste idee qualcuno mi addita come razzista, ebbene, ne sono orgoglioso.”

Effettivamente non abbiamo alcun bisogno di importare pedofili e mostri  perché ne abbiamo abbastanza qui: tanto da fare danno anche in altre zone del mondo. Sottintendere che qualsiasi persona non abbia “la nostra cultura” e generalizzare un costume di una ben precisa zona dell’Afghanistan estendendolo a centinaia di migliaia di persone a cui ci si riferisce con la perifrasi ” queste culture” è del tutto fuorviante, tendenzioso e, diciamolo a modo suo, razzista.