Una nostra fan, Gabriella R., giorni fa pubblicava in pagina una sua foto. Così scoprivamo che era ricoverata in ospedale e stava vincendo la sua battaglia contro il Coronavirus. Da pochi giorni è tornata a casa sua.
Di seguito ci racconta come è andata.

No. Non è un’influenza.

È una brutta polmonite nel migliore dei casi, il mio. In più, come per me, con gastroenterite importante. La maggior parte delle persone, accusa sintomi più leggeri: inappetenza, alterazione di gusto e olfatto, topo morto in bocca per giorni. Parecchi giorni.

Inizia con una febbriciattola, ti pare poco. Ogni giorno aumenta di qualche linea. Nel frattempo, nausea e vomito persistenti, inappetenza e qualsiasi cosa ti propongano, fa schifo a prescindere. Il topo morto in bocca non ti lascia più ed è sempre più grosso. La febbre è sempre più alta e comincia la tosse. Secca. Persistente. Sempre più forte. Poi cominciano le difficoltà respiratorie; ogni movimento, anche girarsi nel letto, diventa impegnativo. A questo punto, c’è poco da fare, urge ricovero … E qui si apre quello che per me è stato un vero girone dantesco. 18 ore tra sedia a rotelle e branda, tra decine di persone ammassate alla belle e meglio, in attesa di ricovero. Ricovero che avviene per lo più perché uno è morto. Ospedali ben oltre il doppio della loro capienza. Reparti adattati a covid ma nati per tutt’altro; io ero in ginecologia per esempio, ma è COVID 4 DI POLIAMBULANZA adesso.

Personale che è stato istruito per patologie che non c’entrano assolutamente niente con le malattie respiratorie, ma che svolge il suo lavoro con competenza e amore verso i pazienti nonostante tutto. Peggioramento del quadro clinico, ossigeno ad alti flussi e 4 giorni di limbo. Mi riprendo e scopro che è domenica ed io ero arrivata il giovedì. Sono fortunata. Molto fortunata. Comincio subito a muovermi e a mangiare qualcosa. Molto poco ma mangio. Il topo morto con corollario di nausea, vomito e diarrea è sempre presente ma pian piano se ne va. Altra settimana con ossigeno, a scalare e antibiotici vari. Ce la si può fare. Ce la si deve fare. Senza piagnistei e senza perché a me, perché ti potrei dire e perché non a te? No. Non è una semplice influenza. Se ti va bene, è una gran brutta polmonite con complicanze intestinali. Altrimenti è una polmonite gravissima, con necessità di ventilazione in terapia intensiva e lì non è così scontato che ce la si fa.

No. Non è una banale influenza.

Noi di BeD abbiamo sempre tifato per te Gabriella, sapere che ora sei a casa tua e hai vinto tu ci rende assolutamente felici. Tanti auguri da tutti noi e grazie per la tua testimonianza.

LINK al post su BeD di Gabriella.