Diffondere informazioni di questo genere, oltre a essere stupido, è anche pericoloso.
No all’autodiagnosi.
Se la miglior bugia è quella avvolta intorno a un nucleo, l’unico nucleo di verità in questo caso è che, come più volte detto, non sempre nel Covid_19 si manifestano sintomi. Puoi essere infettato e avere sintomi assai blandi o non averne affatto, o puoi averne di gravi.
In questo aspetto il COVID_19 non differisce dalle altre sindromi influenzali, se non per la sua virulenza e per il fatto di essere un virus completamente nuovo per l’essere umano, per cui non esistono vaccini e immunità di gregge e per questo maggiormente pericoloso.
La fibrosi polmonare in questo caso non c’entra assolutamente nulla ed esistono almeno un centinaio di cause perché un soggetto possa dare un colpo di tosse mentre trattiene il fiato; praticamente nessuna coincide con l’infezione da SARSCoV2.
D’altro canto, il fatto di riuscire a trattenere il fiato per dieci secondi, dimostra soltanto come allenarvi per diventare un atleta apneista o verificare per quanto sapete trattenere il fiato.
Inutile sottolineare che si tratti di un mix di informazioni false, a partire dal modo in cui si testi se si è infetti, fino al consiglio fantasioso di «bere ogni 15 minuti per ridurre il rischio di contagio».
Non ascoltate zii e nipoti di sedicenti scienziati che consigliano di cuocersi le viscere bevendo acqua bollente per disinfettarle dal Coronavirus: tutte informazioni che non servono a niente, se non aumentare il senso di panico e di allarmismo nelle persone che le ricevono e le condividono a loro volta.
È importante invece non far girare questi messaggi.
Nonostante WhatsApp e Facebook siano a lavoro per trovare un sistema efficace per ostacolare la diffusione di queste fake news, il primo passo deve essere fatto dagli utenti. È importante essere consapevoli di vivere un periodo molto delicato, e che alcuni messaggi in circolo sui social non hanno altro risultato che aumentare il già devastante allarmismo di questi ultimi giorni.
E’ fondamentale dare il proprio contributo, non facendo circolare questi testi qualora li si ricevesse, e tranquillizzare la persona che li invia facendole presente che si tratta di bufale e fake news.
Il virologo Fabrizio Pregliasco intervistato da Sky Tg24, la definisce una «bufala terrificante». «Purtroppo» – ha sottolineato -« in questo periodo stanno girando parecchie fake news sui social».
L’unico sistema certo per verificare la presenza del virus resta il tampone. 

Ulteriori approfondimenti.