Categoria: Sociologia della bufala

Onecoin, sistemi piramidali e sistemi Ponzi: qual è la verità?

In questo articolo abbiamo già fatto una breve analisi abbastanza dettagliata su quella che è la realtà di alcuni sistemi proposti come investimento economico basato sulle criptovalute, ma che di fondo si reggono su un sistema multilevel insostenibile sia dal punto di vista matematico che prettamente finanziario.

Oggi approfondiremo il discorso, prendendo come esempio un altro caso balzato recentemente agli onori delle cronache, nello specifico una piattaforma di trading di criptovalute segnalataci dai nostri lettori, Onecoin.eu.

La piattaforma si propone innanzitutto come un alternativa alle criptovalute quali Bitcoin e molte altre che sono nate in rete .

Steinkeller Brothers
Christian, Stephan e Aron Steinkeller
ignatova
Ruga Ignatov

Onecoin è gestita da Ruga Ignatov e dai fratelli Aron, Christian e Stephan Steinkeller, imprenditori austriaci e fondatori anche di società come Conligus, che precedentemente operavano anche  in una società denominata Organo Gold, entrambe sistemi di distribuzione multilivello dal passato non molto roseo, anzi fallimentare per certi versi; caratteristica comune di questa tipologia di aziende è il fatto di cambiare spesso nome oppure essere incorporate in altre o in altri nuovi progetti dello stesso tipo, con lo scopo sostanzialmente di rimandare o andare a parare un imminente crack. E’ più o meno la stessa operazione che si effettua in altre grandi aziende che stanno per fallire: si fa avanti un altra multinazionale che rileva il tutto, debiti compresi, ma soprattutto il parco clienti, con conseguenze spesso a danno proprio dei consumatori o dei risparmiatori, che spesso perdono non solo gli eventuali interessi o profitti, ma anche una parte o l’ intero capitale investito.

Sul sito behindmlm.com, specializzato nello scovare in rete sistemi piramidali e schemi Ponzi, si legge:

Secondo i media , l’NBI ha iniziato a studiare OneCoin dopo che molti cittadini hanno contattato la polizia per denunciare  il sistema.

Per chi non conosce l’agenzia, NBI  è una divisione nazionale di polizia finlandese. La sua missione principale è quella di contrastare le truffe e in particolare i reati di tipo finanziario perpetrati in rete oppure no.

Nel condurre l’ indagine, l’ NBI sta cercando di stabilire se OneCoin è uno schema a piramide fraudolenta o meno.

L’ indagine, partita il 25 Maggio 2015 e gestita dalla centrale operativa investigativa della polizia con a capo Ari Karvonen, ha fatto emergere importanti elementi a riguardo.

Secondo il rapporto, sembra che le operazioni di OneCoin siano gestite dalla Bulgaria con un conto corrente della società aperto in  Finlandia dove fluiscono considerevoli somme di denaro derivanti dalla vendita dei pacchetti.  I pacchetti sono costituiti da informazioni economiche generali che sono prontamente e pubblicamente disponibili. La società OneCoin in pratica ha annunciato la vendita del suo prodotto che sarebbe in sostanza uno start kit  con informazioni e istruzioni per operare con la moneta virtuale.

La  società dichiara che l’ investimento rende un utile  basato sostanzialmente sulla redistribuzione della criptovaluta, sulla sua quotazione e su particolari formule matematiche che stanno alla base del codice sorgente della moneta virtuale, un aspetto a dire il vero poco chiaro, in quanto questi fondi verrebbero congelati fino alla fine del 2016.

La società ha dichiarato che “l’estrazione” delle monete viene fatto in segreto dal pubblico fino al 50% delle monete elettroniche generate. Quando sarà  stato creato il 70% della valuta, al pubblico sarà annunciato il codice sorgente del denaro virtuale.

La Procura della Repubblica finlandese ha esaminato i documenti fino ad ora acquisiti dal National Bureau of Investigation   e sulla base del materiale scoperto dichiara che Onecoin potrebbe essere  associata con attività criminali, o comunque essere oggetto di riciclo di denaro proveniente da azioni illecite. Tuttavia ciò può essere valutato con precisione solo ed esclusivamente dopo un indagine più accurata al fine di acquisire altri elementi o prove.(Fonte:Poliisi)

Kevin Thompson
Kevin Thompson

In sostanza l’NBI sta per così dire monitorando l’attività di Onecoin, ma al momento non vi sono elementi concreti per poter procedere penalmente contro la società sia per quanto riguarda la questione del riciclo di denaro e sia per quanto riguarda l’accusa da parte di molte persone, anche autorevoli, di essere uno schema Ponzi. A tal proposito Kevin Thompson, espertissimo del settore ha dichiarato:

Ho la sensazione che esista una vera e propria bolla finanziaria e schemi piramidali su queste criptovalute . Mi ricorda l’ambiente di  Zeek Rewards.

Ho paura che questo tipo di tumore è già cresciuto in una massa più grande di quello che abbiamo visto con Zeek. Promotori  di schema Ponzi, nazionali ed esteri (soprattutto in Cina), stanno approfittando della complessità di Bitcoin e la sua patina di legittimità a convincere gli investitori che è ora e  il momento di investire in cripto moneta.

I consumatori, completamente ignoranti circa la tecnologia che sta dietro la criptovaluta e non in grado di decifrare il bene dal male, stanno facendo gravi errori.

Inoltre, c’è l’emozione aggiunta di investire in una moneta a buon mercato con la speranza che  aumenti di valore del 1000% simile alla salita di Bitcoin.

Dopo aver visto il caso di isteria di Zeek Rewards , c’è una lezione che ho imparato: le persone sotto l’influenza del denaro fanno  errori stupidi.

Bisogna fare attenzione: c’è una seria possibilità che il programma di criptovaluta è uno schema di Ponzi abilmente mascherato. Nella maggior parte dei casi, le criptovalute non vengono redistribuite; in tal modo, non c’è modo di confermare la legittimità della moneta.

Quando la moneta viene sviluppato in un ambiente chiuso, il valore della moneta è legato esclusivamente a  nuove iscrizioni nel sistema ponzi.

I promotori di Ponzi che spingono questi programmi sembrano persone normali. La differenza è che trascorrono la maggior parte del loro tempo a costruire le loro “imprese” negli angoli oscuri e più remoti del mondo, apparentemente al di là dell’occhio del governo degli Stati Uniti. Utilizzano posti come la Thailandia, Hong Kong e Cina.

Sanno  benissimo che stanno facendo del male alle persone, ed è per questo che si spostano o cambiano in continuazione, accumulando quanto più denaro possibile prima che il mercato finisca.

In Zeek Rewards, c’è stato un periodo di due anni in cui i promotori hanno fatto il loro denaro prima che il mercato crollasse e le persone capissero il gioco. Le vittime sono spesso ignoranti e senza volto, il che rende il loro lavoro molto più facile.

Ciò che afferma Thompson corrisponde certamente a verità.

Se da una parte però non si discute sulla possibilità di uno sviluppo economico delle criptovalute come bitcoin e onecoin, dall’altra bisogna informarsi per bene su società che mettono a disposizione determinati servizi finanziari di trading e di investimenti; questo vale sia per le criptovalute che per le valute tradizionali. Non dimentichiamoci lo scandalo di Bernard Madoff, ex presidente del Nasdaq, arrestato nel 2008 con l’ accusa di aver truffato numerosi clienti, tra i quali banche e istituti di credito, tramite un vero e proprio sistema Ponzi di dimensioni colossali, basato su investimenti che di fatto non esistevano, e che hanno lasciato sul lastrico parecchie persone.

 

 

Facebook e le bufale: perchè CONVIENE crearle e diffonderle?

Una delle prime domande che la “vittima” di una bufala si pone, dopo essere stato avvertito di aver creduto a una notizia falsa, è perchè? Com’è possibile che vengano create e fatte circolare delle castronerie? Perchè la gente abbocca? Chi c’è dietro? Proverò brevemente (e senza annoiarvi) a spiegarlo.

A luglio 2014 ha iniziato a circolare un’interessante inchiesta condotta da Matt Honan del magazine specializzato Wired, che per 72 ore è “impazzito” e ha deciso di cliccare mi piace su qualsiasi contenuto comparisse nella sua home di Facebook, per alterare il funzionamento (altro…)

 

SOCIOLOGIA DELLA BUFALA- nasce… cresce… difficilmente muore.

Articolo di paolakera e Maria Grace Fleed

http://www.corriere.it/tecnologia/social/14_luglio_11/steven-spielberg-triceratopo-facebook-assassino-rabbia-social-2bf403fc-08e7-11e4-89ec-c067e3a232ce.shtml
QUANDO Spielberg uccise il Triceratopo: come una bufala in-credibile abbia suscitato le invettive dei social. Sottotitolo: “Come nasce un utonto”

paolakera:
Per quale motivo le Bufale hanno una tale presa sulla popolazione? Che tipo di persona è più predisposta a credere a notizie false? Perché non ci siamo mai liberati da false credenze, leggende metropolitane, luoghi comuni? Eppure nel mondo “in rete” di oggi tutto lo scibile umano è a immediata disposizione. Quindi perché così tante persone sono predisposte, o cascano anche solo a volte, in imbrogli creati più o meno in malafede?

Noi di Bufale e Dintorni ci siamo posti questi quesiti e abbiamo cercato (altro…)