Secondo il rapporto “Infosfera” sugli italiani e internet realizzato dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, il 95% del campione usa quotidianamente internet, il 70% lo fa per più di tre ore al giorno e il 32% per più di cinque ore, mentre la metà assoluta di questo tempo è dedicata ai social.

Ancora, l’82% degli italiani non saprebbe riconoscere una fake news.

Ma c’è di più, e questo e l’aspetto veramente allarmante emerso dall’indagine. L’esposizione al web provoca infatti ansia (8,68%), insonnia (16,84%), confusione e frustrazione (6,38%), mal di stomaco e mal di testa (8,36%), dimenticanze (9,93%).

Secondo il Prof. Eugenio Iorio, tra i promotori e responsabili di “Infosfera”, “è innegabile che si tratti di dati inquietanti, perché in un’INFOSFERA così configurata, i cittadini/utenti, sprovvisti dei più elementari strumenti di analisi e di critica della realtà e privi di qualsiasi strumento di difesa, tendono ad avere una visione distorta della realtà, una visione sempre più prossima a quella desiderata dai manipolatori delle loro capacità cognitive”

Lo studio risale all’estate del 2018, oltre due anni fa. Non è pertanto difficile immaginare come la pessima informazione sul Covid (catastrofista, allarmista, scorretta, sciatta e approssimativa) abbia esasperato ed aggravato gli aspetti negativi legati all’interazione con il web, anche a causa della scarsa capacità analitica dell’utente-medio.

Danni sui danni già provocati, e in misura enorme, dai media tradizionali, televisione su tutti.

Riferimenti bibliografici: “Dittatura fake o marketing ignorante?”, di Giuseppe Patat

Vostok (Davide Simone)