gatto decapitato

Circola ancora la foto di alcuni ragazzi con la testa di un gatto da una parte, il corpo dall’altra.

Purtroppo l’episodio è davvero avvenuto, la foto appartiene ad una serie di immagini che sono state pubblicate su uno dei profili di Facebook degli individui raffigurati. Le immagini riprese da un sito in arabo risalgono almeno agli inizi di settembre 2012 e raffigurano le sevizie complete che sono state inflitte al gatto.

Tutti i partecipanti al massacro sono stati identificati attraverso i profili di Facebook. Il ragazzo che tiene la testa del gatto si chiama Hamza Tchaki (profilo rubato), quello alla sua sinistra che impugna il coltello si chiama Youssef Ben Ali e quello che indossa il cappellino da baseball si chiama Kourbam Uomama. L’ultimo che si vede dietro a tutti si chiama Firas Mani. Tutti sono tunisini.

Agli inizi di gennaio 2013, Hamza Tchaki è stato identificato come residente a Vagnhärad (Svezia). Si pensa dunque che l’episodio sia avvenuto in Svezia, ma invece sembra proprio avvenuto in Tunisia. L’abbigliamento dei giovani non è sicuramente adeguato a una notte svedese, anche d’estate le temperature sono freschine per i nordafricani. Oltre tutto la notte svedese estiva è molto corta e non si ha il buio totale che si vede nella foto. C’è un altro indizio determinante: la bottiglia d’acqua è di una marca tunisina che si chiama Marwa. La polizia svedese ha aperto le indagini, ma non si sa se sono stati arrestati o almeno sanzionati, perché non si trovano ulteriori sviluppi sulla vicenda. Se il crimine fosse avvenuto in Tunisia potrebbe essere anche perseguito in Svezia ma dovrebbero avere il nulla osta dalle autorità tunisine. In Tunisia non ci sono leggi specifiche che puniscono il maltrattamento di animali randagi. Se esaminiamo i loro profili Facebook ci sono delle attività recenti, quindi con molte probabilità si trovano tutti in libertà. Era stata anche aperta una petizione al primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt per chiedere una condanna esemplare per questi quattro aguzzini. La petizione è alquanto inutile perché il maltrattamento non si è consumato in Svezia, quindi le autorità hanno le mani legate.

Non si sa se Hamza Tchaki ancora risieda in Svezia, da alcune informazioni non completamente attendibili lavora con la Tunisiana, un’azienda di telefonia mobile tunisina.

Concludendo, non è possibile stabilire senza ombra di dubbio se gli aguzzini del povero gatto siano stati arrestati e sanzionati. Possiamo star certi invece che sono già stati identificati e la polizia svedese è al corrente dell’accaduto, quindi la circolazione di queste foto su Facebook è, ad oggi, completamente inutile. Le forze dell’ordine, che hanno ricevuto segnalazioni di ogni genere, sono state impegnate a smentire le dicerie che il macello raffigurato sia avvenuto in Italia.

Non fate il gioco delle pagine spazzatura che sfruttano questa immagine accompagnata da spudorate bugie per accumulare le condivisioni e i “mi piace” e commenti di odio razziale. Anche alcuni utenti si divertono a pubblicare questa immagine con informazioni completamente errate senza sapere che rendono il post ancora più inutile. Addirittura un profilo fake, ora rimosso, con il nome di Alexio Mauro, ha postato la foto sul suo diario e adesso si trova erroneamente identificato come uno dei quattro individui. Il quotidiano estense di Ferrara ha smentito dato che dalle informazioni del profilo di Alexio Mauro hanno stabilito che viveva a Cento (FE). Segnalate sempre questi contenuti e avvisate i contatti che condividono queste menzogne che la circolazione di queste immagini è completamente inutile.